Guido Viale: La questione dei profughi è salita di livello

di Guido Viale

La questione dei profughi è salita di livello, sbarcando in Giappone, al tavolo del G7, come questione centrale per il futuro del pianeta. Non poteva andare diversamente. L'Austria ha mostrato una popolazione spaccata esattamente a metà tra chi vuole respingerli e chi accoglierli: una divisione che taglia verticalmente partiti, culture, religioni, classi sociali e divide tra loro gli Stati in tutta l'Europa. Ma una fotografia di umori presenti in tutti i paesi europei. All'altro capo dell'Atlantico, Donald Trump ha fatto del respingimento dei migranti presenti e futuri il cavallo di battaglia della sua irresistibile ascesa. La democrazia, il progetto o l'esercizio di un autogoverno dei popoli, sono stati dissolti e risucchiati dalla concentrazione dei poteri nelle mani dell'alta finanza, e questo ha spalancato le porte della politica, ridotta a mera rappresentazione, alla sollecitazione degli umori più viscerali. La paura e lo schifo per il diverso, e il senso di superiorità che ciascuno a suo modo ne può ricavare, sono la compensazione che il potere riserva ai suoi sudditi, a fronte delle frustrazioni che infligge loro.

Uno squadrone della morte nella provincia italiana: l’assassinio di Mohamed Habassi

di Annamaria Rivera 

Nella notte fra il 9 e il 10 maggio scorsi, una sorta di squadrone della morte, capeggiato da due individui di mezz’età, fa irruzione nel modesto appartamento di un uomo sui trent’anni. I sei, a volto scoperto, indossano guanti di lattice e sono armati di una mazza da baseball, una spranga di ferro, un martello, un tirapugni, una pinza a pappagallo, perfino un guanto in maglia d’acciaio. Non v’è dubbio alcuno, dunque, che intendano dare una lezione assai dura alla loro vittima. 

Intervista a Birgitta Jónsdóttir

Birgitta Jónsdóttir.pngL'intervista di Joseba Elola a Birgitta Jónsdóttir pubblicata da El Pais

“Il capitalismo non si può cambiare, si deve distruggere”

La deputata islandese cerca di trasformare il suo paese in un rifugio sicuro per i rivelatori di fonti (leakers)

Birgitta Jónsdóttir (Reykjavík, 1967) è una combattente ottimista. Una donna convinta che il XXI secolo sarà quello della gente comune. Il secolo in cui i cittadini si risvegliaranno, per cambiare le regole del gioco. Per anni ha centrato la sua lotta nel cercare di garantire l'accesso dei cittadini alle informazioni, ai fatti, in modo che siano in grado di prendere decisioni. Deputata Islandese, ex collaboratrice di Wikileaks e poeta, ha fatto della libertà di informazione e di espressione la sua bandiera; presiede il Modern International Media Institute, un'iniziativa che mira a rendere l'Islanda un rifugio sicuro per giornalisti e leakers (rivelatori di fonti).

Come l'Europa protegge i confini.

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di Guido Viale

La contrapposizione respingere e accogliere i profughi taglia trasversalmente le classi sociali. Il fronte rumoroso di chi propugna i respingimenti avanza ovunque, sotto la guida di partiti di estrema destra o fascisti, ma anche nelle maggioranze di centro e centrosinistra che ne adottano le politiche nel tentativo di trattenere i loro elettori: l'accordo con la Turchia o le barriere dal Brennero a Ventimiglia lo dimostrano. Dall'altra parte, migliaia di volontari, comitati e reti si sono mobilitati per soccorrere i profughi al loro arrivo o nella vita quotidiana: sono la parte attiva di uno schieramento molto più vasto, ma senza voce.

L'Associazione PrimaLePersone partecipa alla manifestazione del 7 maggio a Roma e sostiene la campagna per fermare il TTIP

Il trattato tra Stati Uniti ed Unione Europea condotto in assoluta segretezza tra le parti, tanto che lo stesso parlamento europeo non poteva conoscerne i contenuti prima della pubblicazione di parte degli stessi da Greeanpeace, prevede la supremazia del mercato sui diritti fondamentali dei cittadini e delle comunità, imponendo agli stessi Stati nazionali di soggiacere alla logica del massimo profitto.

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