Assemblea Permanente per la Democrazia e l’Uguaglianza Sintesi di Proposta sul Metodo

assemblea.pngUna nuova formazione politica che aspiri a ricostruire dal basso, in senso unitario, partecipazione e impegno dei cittadini, per conquistare la loro fiducia non può prescindere dalle questioni fondamen- tali della rappresentanza e della democrazia interna, cioè dai metodi decisionali e organizzativi che si intendono porre in atto.

PROPOSTA ORGANIZZATIVA PER NUOVI SOGGETTI POLITICI

assembleaONline1.pngPREMESSA

Noi riteniamo che la strutturale carenza di democrazia interna sia stata una delle cause principali del fallimento di tanti tentativi di aggregazione, che si sono succeduti negli ultimi anni, tra persone, partiti, movimenti e associazioni che in questo Paese lottano per la democrazia e l’eguaglianza.
Le decisioni spesso venivano assunte da gruppi di promotori e di personalità cooptate, ma finivano per essere poi regolarmente contestate, come illegittime, da una parte rilevante degli aderenti.
Tutto ciò avveniva per la mancanza di un qualunque statuto o regolamento organizzativo interno elaborato collettivamente e condiviso.

UN MONDO DI TUTTI

di Guido Viale

A seguito delle decisioni prese al vertice di Abidjan, nei prossimi mesi l’Organizzazione Internazionale delle Migrazioni, agenzia dell’Onu, evacuerà (se ci riesce) 15mila profughi detenuti nella Libia di Serraje. Costo previsto, 80 milioni: 5.300 euro a testa. L’Oim calcola che imbottigliati o imprigionati in Libia ci siano da 700mila a un milione di migranti. Evacuarli tutti costerebbe dunque da 37 a 50 miliardi: Più dei fondi, pubblici e privati, che l’Europa ha promesso di mobilitare per il cosiddetto piano Marshall per l’africa; solo l’evacuazione li assorbirebbe tutti. Ma a quei profughi il viaggio fin lì è costato spesso anche di più, senza contare i riscatti pagati dalle famiglie per salvare quelli di loro sotto tortura; il che, aggiungendovi i 660mila profughi sbarcati in Italia dal 2013, ci dà la misura del drenaggio dai paesi di origine, non solo di uomini e donne nel pieno dell’età e del vigore, ma anche di denaro: a beneficio di mafie e bande armate. Ma per raggiungere e rimpatriare tutti quei prigionieri bisognerebbe fare un’altra guerra: contro le centinaia di bande che li tengono prigionieri e a cui la precedente guerra contro Gheddafi ha consegnato il paese…

Democrazia liquida

di Athos Gualazzi

Partendo dalle considerazioni di Pazè in “Cittadini senza politica, politica senza cittadini” vale la pena affrontare alcuni aspetti sfiorati dall'autrice.

Scrive Pazè:

UNIONE EUROPEA, MORTO CHE CAMMINA.

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di Guido Viale

Assistiamo al progressivo svuotamento dell’Unione europea intesa come organismo politico di governo sia di ciò che succede nei territori di sua competenza, sia dei rapporti con gli altri paesi con cui è in relazione. È la sua riduzione a pura entità contabile addetta a tradurre in prescrizioni le decisioni dell’alta finanza, senza alcuna capacità o volontà di condizionarne o prevenirne le scelte letali. A vigilare sulla obbedienza dell’Unione e degli Stati membri c’è la BCE che controlla la borsa: non il denaro che la grande finanza mette in circolazione e poi usa secondo convenienze alle quali anche la BCE si deve adeguare, come mostra il rimpolpamento delle casse delle banche svuotate dai loro amministratori; bensì il denaro che circola tra i cittadini e tra le imprese per mandare avanti le proprie attività, e che senza denaro vengono meno; ma che ormai sopravvivono sotto la  minaccia di venir paralizzate, come in Grecia due anni fa.

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