UNA POLITICA CONTRO IL RANCORE

 di Guido Viale

Da almeno un decennio è ormai evidente che i profughi che cercano di raggiungere l’Europa dall’Africa o dal Medioriente - una frazione infima di quelli costretti ad abbandonare le loro terre - provengono dai paesi più colpiti dai cambiamenti climatici, dai conseguenti dissesti ambientali, dalle guerre e dai conflitti da questi generati. Ma di questa evidenza non si trova traccia nei discorsi dell’establishment politico europeo: per loro i migranti compaiono solo nel momento in cui si imbarcano o attraversano una frontiera. Ma dove ci stiano trascinando le politiche antimigratorie adottate era già stato scritto in un documento del Pentagono del 2004, riassumibile in questi termini:

“Le prossime guerre saranno combattute per ragioni di sopravvivenza. Milioni di persone moriranno a causa di guerre o carestie, finché gli abitanti del pianeta non saranno stati ridotti a un numero sostenibile. I paesi più ricchi, come gli Stati uniti e l’Europa si trasformeranno in “fortezze virtuali” per impedire l’arrivo di milioni di migranti espulsi dalle loro terre sommerse o non più in grado di produrre cibo per mancanza di acqua. I Governi incapaci di difendere i propri confini verranno spazzati via dal caos e dal terrorismo”.

Le due frontiere

due-frontiere.pngdi Guido Viale

Problema Profughi e migranti

di Guido Viale

Oggi per noi il problema dei profughi e dei migranti è centrale e non può essere eluso per tre ragioni fondamentali:

  1. Cambia le caratteristiche del terreno dello scontro (l’Europa) perché divide, disgrega e scompagina l’UE. Ogni governo cerca di scaricare sugli altri l’”onere” dell’accoglienza; nessuno ha o cerca un approccio comune

Continuare, migliorare, crescere. Sulle prossime tappe di Potere al Popolo!

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Se ti sei chiesto cosa sta facendo Potere al Popolo!, dove vuole andare, come puoi partecipare a questo progetto, forse queste righe ti possono interessare. Leggile, facci sapere che ne pensi, falle arrivare dovunque. Sono belle notizie, e di questi tempi non è facile trovarne!

25 Aprile

25-4.pngdi Guido Viale

La ricorrenza del 25 aprile ci impone di aprire una riflessione sul rapporto tra fascismo e razzismo. Fascismo e razzismo non sono la stessa cosa, ma sono parenti. Il razzismo era in auge anche prima dell’avvento del nazifascismo: il colonialismo veniva legittimato con la pretesa superiorità dell’”uomo bianco”. Ma è stato il nazismo, prima, e il fascismo, dopo, indipendentemente uno dall’altro, a fare della “difesa della razza”, poi dell’assoggettamento e infine dello sterminio delle “razze inferiori” le loro bandiere. Oggi però quel rapporto si è invertito. Non è il fascismo a promuovere il razzismo. E’ un razzismo ormai diffuso in tutta Europa, e particolarmente virulento in Italia, che coincide con il rigetto e la fobia nei confronti dell’immigrato, del profugo, dello straniero, a dar fiato alla nostalgia di fascismo e nazismo. Per le destre sovraniste e nazionaliste si è rivelato una “gallina dalle uova d’oro”, da alimentare e “pompare”, grazie anche al sostegno di quasi tutti i mass media; per la maggioranza di coloro che lo condividono, anche se non lo praticano, è uno stato d’animo, una risposta “facile” e immediata che “spiega” il peggioramento e la precarietà della propria condizione. L’establishment è riuscito a scaricare sul capro espiratorio “immigrati” la “colpa” dei danni che l’alta finanza sta inferendo a tutto il resto della popolazione con una crisi che vienepresentata ormai come un dato naturale.

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