Cantieri aperti nel Molise per uno spazio politico partendo dai cittadini.

di Nicola Lanza

Il cambio di passo è nella partecipazione attiva, non abbiamo scelta. Convocate assemblee cittadine per attivare in tutto il  Paese uno spazio politico comune, i social tra gli strumenti per  fare rete tra di noi.

Dopo il primo incontro tenutosi a Campobasso il 9 dicembre 2016,si è formato un gruppo di lavoro che è impegnato nella preparazione dell’assemblea costituente. Siamo al giro di boa verso uno spazio politico regionale che ponga le basi per aprire un confronto con altre realtà territoriali, al fine di avviare un’azione politica comune.

Da tempo viene rilavata da più parti la necessità di uno spazio politico comune dei cittadini, delle persone, degli attivisti, delle associazioni che in questi anni hanno condiviso lotte tematiche sui territori. Uno spazio che sappia rimettere al centro le persone e che non venga egemonizzato da organizzazioni partitiche. Il modello è semplice, prima le persone, lo diciamo da tempo con uno slogan “uno vale uno” una testa un voto perchè il metodo è sostanza e va di pari passi con le finalità a cui aspiriamo: "1. mettere l’economia al servizio dei popoli; 2. costruire la pace e la giustizia; 3. difendere la Madre Terra". Il quadro di riferimento resta sempre quello delle 3T enunciato e sviluppato nel primo degli incontri tra Papa Francesco con i movimenti popolari nel 2014: tierra, techo e trabajo.

Nicola Lanza – Laboratorio Progressista

Appello, riflessione

di Antonella Leto

Care e cari tutti,

vi invio una riflessione ed un appello a non tornare a dividerci sulle nostre rispettive contingenze, ma al contrario a tentare di fare tutti ed ognuno un salto di qualità per contribuire utilmente a questa fase. Mi scuso anticipatamente per la lunghezza, (ho sintetizzato il più possibile per non annoiarvi) spero di essere compresa nel ragionamento. Usciamo tutti da un lunghissimo periodo che ci ha visti impegnati nel promuovere in un anno ben due referendum, contro le trivelle e contro le riforme costituzionali, che hanno comportato mobilitazioni senza precedenti nel fare deliberare le regioni, nel raccogliere le firme per abrogare l'italicum e promuovere il No costituzionale, per promuovere i referendum sociali e la petizione sull'acqua. Infine abbiamo affrontato una lunga campagna per il NO dei territori, dei movimenti e delle reti sociali con l'obiettivo di mantenere aperti quegli spazi di democrazia e partecipazione ai processi locali che la modifica del titolo V e le altre modifiche avrebbero chiuso definitivamente, e con esse la nostra possibilità di avere alcuna rilevanza a fronte dell'accentramento dei poteri previsto da Renzi. Contestualmente in ogni territorio e per ogni vertenza sociale ed ambientale abbiamo continuato a batterci sul piano delle singole rivendicazioni.

Accogliere o respingere

angurie.pngdi Guido Viale

Fermare il flusso dei profughi che vogliono raggiungere l’Europa dall’Africa e dal Medioriente è impossibile. E’ un fenomeno che durerà decenni. Forse è possibile contenerlo e renderlo in parte reversibile. Ma questo significa aggredirne le cause: guerre, deterioramento ambientale provocato dai cambiamenti climatici e dalla rapina delle risorse locali, miseria e sfruttamento delle popolazioni. Ci vogliono molte più risorse di quelle che l’Unione europea è disposta a sborsare per indurre gli Stati di origine o di transito dei profughi a trattenerli o a riprenderseli. Ma i soldi sono il meno. Ci vogliono programmi di pacificazione e riqualificazione di quei territori: porre fine alla vendita di armi e bloccare interventi e progetti che devastano territori e comunità. L’opposto di quanto proposto da Renzi con il migration compact: un documento che le armi non le nomina nemmeno, mentre ne prosegue a pieno ritmo la vendita.

UNA NUOVA POLITICA PER UNA NUOVA COSTITUENTE

moltitudine.pngdi Vincenzo Pellegrino

LA CRISI DELLA DEMOCRAZIA COME CRISI DELLA RAPPRESENTANZA

Due concezioni della Politica a confronto

Considerazioni post-referendarie

RIPRENDIAMOCI LA SOVRANITA’ RICOSTRUIAMO LA NOSTRA DEMOCRAZIA!

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RIPRENDIAMOCI LA SOVRANITA’
RICOSTRUIAMO LA NOSTRA DEMOCRAZIA!
Per un nuovo protagonismo dei cittadini e dei territori

L’Associazione Prima le persone

Invita

tutti coloro che come noi ritengono irrinunciabili:


§ La democrazia, la libertà, la dignità e l’autodeterminazione di ogni persona
§L'autonomia dei territori rispetto allo Stato centrale
§ La solidarietà, la tutela degli ultimi e la cura della persona
§ Una più equa ridistribuzione della ricchezza e delle risorse pubbliche, al fine soprattutto di creare nuovo lavoro e reddito garantito per tutti
§ La tutela dei beni comuni


a organizzare nei territori assemblee aperte a tutti per discutere ed elaborare programmi e campagne sociali e politiche in coerenza coi valori fondanti della nostra democrazia e del vivere civile. Partendo da temi prioritari come il lavoro e il reddito garantito, le diseguaglianze (di status, di etnia, di genere), lo svuotamento della sovranità popolare; le limitazioni di sovranità incostituzionali sottratte al controllo democratico, che minano la pace e la giustizia tra i popoli (art. 11 Cost.); le nuove possibili forme di partecipazione politica, una nuova legge elettorale, e quant’altro sia ritenuto importante.

L’Associazione Prima le persone auspica una grande partecipazione, in particolare, di donne e di giovani, rimasti spesso fuori in questi anni dall’impegno di militanza. Raccomandando l’orizzontalità, nelle relazioni, l’assenza di verticismi nelle decisioni, secondo il principio “una persona, un’idea, un voto”.

L’associazione Prima le persone intende favorire l’avvio di questo percorso di rinnovamento democratico mettendo a disposizione di coloro che ne faranno richiesta i propri strumenti (Forum, mail list, sito, piattaforma decisionale -liquid feed back- con possibilità di sezioni regionali). Segnalando che è stata avviata sul Forum l’elaborazione collettiva di una carta d’intenti / programma politico, a cui si invita a partecipare.

Nei territori regionali dove aderiranno almeno venti persone, l’Associazione si rende disponibile, attraverso i propri tecnici, a garantire in loco una giornata di formazione per il migliore utilizzo degli strumenti messi a disposizione.

Contattateci a questo indirizzo: info@primalepersone.eu 

   Il trionfo del NO nel referendum costituzionale del 4 dicembre è anche il trionfo di chi chiede da anni una richiesta di cambiamento e di partecipazione, nelle scelte che lo riguardano. La politica e le istituzioni condizionano sempre più drammaticamente i nostri diritti, le nostre vite, i nostri destini. Una politica lontana dal sentire diffuso delle persone, chiusa in sé stessa e incapace di rappresentarne le istanze. Ma chi governa – grazie a una legge elettorale antidemocratica e incostituzionale - ritiene di svolgere egregiamente il suo mandato e se ne compiace; continuando a prestare attenzione ad alcune istanze restando invece indifferente per tutte le altre: in particolare, la povertà e la disoccupazione, la mercificazione del lavoro e dei lavoratori, la devastazione dell’ambiente. Le diseguaglianze, in barba ai principi incardinati nella Costituzione, hanno ormai raggiunto un livello inaccettabile. Con una moltitudine priva di mezzi e di tutele e una minoranza, invece, che gode di privilegi scandalosi: un insulto al principio di uguaglianza a cui nessun Governo ha posto rimedio.


   E’ giunto il momento di dare vita a una nuova fase politica e sociale che coniughi la saggezza dell’esperienza politica maturata anche nei fallimenti, con il coraggio dell’innovazione e della sperimentazione. Dalla crisi della democrazia si può uscire solamente "osando più democrazia"
Nell’attuale quadro di regole, per cambiare questo stato di cose la via da percorrere è una sola: che in tutti i contesti territoriali si crei un ampio coinvolgimento e confronto tra cittadini sui temi ritenuti più urgenti: locali e nazionali; in modo diretto e senza deleghe, offrendo il proprio contributo di idee e di impegno in comune.

   Chiediamo a quanti hanno partecipato a questa battaglia di rimanere in contatto tra loro, e di mettere a confronto le proprie esperienze in vista di un'azione comune ulteriore. Come arrivare a questo? Attraverso l’organizzazione di assemblee aperte a tutti, nei territori, a prescindere dall'iscrizione ad associazioni, movimenti, partiti. Anche più assemblee, nello stesso territorio, ma che sappiano poi connettersi e interagire liberamente tra loro e con gli altri territori.


                                                   Assemblea Permanente Prima le Persone

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